Articoli e news

14/05/2012 14:34

Riforma delle casse di previdenza professionali 2012

Il Sole 24 Ore ha dedicato numerosi articoli alla riforma delle Casse previdenziali dei professionisti. Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero ha dichiarato, intervenendo telefonicamente alla seconda edizione della Giornata nazionale della previdenza cominciata il 10 maggio a Milano, che potrebbero esserci in arrivo novità sulla riforma. Il percorso di adeguamento del decreto 703/96 è praticamente concluso ed entro fine mese la bozza del testo verrà pubblicata in consultazione. La nuova impostazione si applicherà alle Casse di previdenza professionali, per il quale il Dl 98/2011........

Leggi tutto...

07/05/2012 09:38

Apprendistato revisori contabili 2012

Nell’ambito dell’inchiesta sui contratti di apprendistato, Il Sole 24 Ore ha dedicato un articolo al Protocollo d’intesa per l’apprendistato professionalizzante relativo ai revisori contabili, in vigore dallo scorso 26 aprile su tutto il territorio nazionale. Con il nuovo quadro di riferimento per l’apprendistato (dl 167/2011).....

Leggi tutto...

02/05/2012 11:05

Registro dei revisori 2012

I principali quotidiani economici si sono occupati nel corso della settimana della gestione del registro dei revisori, che non sarà più affidato alla società unipersonale controllata dal Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti.

Leggi tutto...

02/05/2012 11:03

Il nuovo assetto dei controlli nelle spa e nelle srl alla luce del decreto semplificazione

I principali quotidiani economici hanno dedicato mercoledì 25 aprile alcuni articoli alla nota interpretativa emanata il giorno precedente dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti “Il nuovo assetto dei controlli nelle spa e nelle srl alla luce del decreto semplificazione”.....

Leggi tutto...

02/05/2012 11:01

Modifiche del contratto di apprendistato 2012

l Sole 24 Ore dedica alcuni articoli alle modifiche del contratto di apprendistato dei vari settori, a seguito dell’entrata in vigore del Testo Unico varato l’anno scorso (D.Lgs 167/2011). Dal 26 aprile sono gli accordi collettivi per ciascun settore a disciplinare la formazione degli apprendisti assunti con il contratto professionalizzante (il 75% in totale secondo Isfol).

Leggi tutto...

10/04/2012 10:59

relazione remunerazione del management quotate 2012

L’assemblea delle società quotate è ufficialmente coinvolta in prima linea nell’elaborazione delle linee guida, relative alla remunerazione del management di vertice, di cui la società deve dotarsi per garantire trasparenza...2012

Leggi tutto...

Riforma delle casse di previdenza professionali 2012

14/05/2012 14:34 a cura di Armellino Ermanno

Il Sole 24 Ore ha dedicato numerosi articoli alla riforma delle Casse previdenziali dei professionisti. Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero ha dichiarato, intervenendo telefonicamente alla seconda edizione della Giornata nazionale della previdenza cominciata il 10 maggio a Milano, che potrebbero esserci in arrivo novità sulla riforma. Il percorso di adeguamento del decreto 703/96 è praticamente concluso ed entro fine mese la bozza del testo verrà pubblicata in consultazione. La nuova impostazione si applicherà alle Casse di previdenza professionali, per il quale il Dl 98/2011 ha previsto la definizione, da parte del Ministero dell’Economia, di nuovi criteri su investimenti, conflitti di interesse e banca depositaria. In occasione del “Forum 2012 – In Previdenza”, organizzato a Roma dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti il 09 maggio 2012, Alessandro Rivera, Capo direzione del sistema bancario e finanziario dell’Economia, ha dichiarato che “con il nuovo decreto, ci sarà un cambio di approccio radicale. L’architrave futura sarà incentrata su due cardini: proporzionalità e proceduralizzazione, quindi su processi d’investimento”.   Nel corso della giornata si è anche parlato dei nuovi poteri di controllo assegnati alla Consip.

Su questo tema, all’interno di uno speciale dedicato alla previdenza, pubblicato lunedì 7 maggio in occasione dell’avvicinarsi del Forum 2012 sulla previdenza, Il Sole 24 ore prende in esame le Casse dei professionisti e pubblica un’analisi di Mercer Italia sul modello di governance previdenziale. In questo contesto, Il Sole 24 Ore dedica un ulteriore articolo alla rete di vigilanza esterna e interna esercitata nei riguardi delle Casse di Previdenza, che coinvolge molti organismi dai ministeri ai revisori. L’articolo ripercorre tutti i livelli di controllo previsti dai Dlgs 509/94 e 103/96 e le novità introdotte dal decreto legge 98/2011. Le maggiori novità riguardano l’assegnazione alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione del “controllo sugli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio degli enti di diritto privato”, il cui ruolo si affianca a quello del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. La vigilanza sulle casse è poi esercitata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, dal Ministero del Tesoro e dagli altri Ministeri competenti. Accanto  all’azione dei Ministeri si inserisce quella esercitata dalla Corte dei Conti e quello della Commissione Parlamentare incaricata di vigilare sull’efficienza del servizio. Oltre a questi controlli di natura esterna, vi sono quelli esercitati dal Collegio Sindacale, in applicazione degli articoli 2403 e seguenti del Codice Civile, e  dalla Società di Revisione, le cui relazioni sono allegate ai bilanci civilistici e inviate agli organi vigilanti.

Infine Plus 24 dedica un articolo al monitoraggio dei bilanci di previsione, un documento contabile che contiene le stime di entrata e di spesa relative all’esercizio a cui si riferisce. Tale documento, che doveva essere approvato entro il 30 novembre dello scorso anno, è ancora assente su 12 dei 20 siti web delle casse di previdenza italiane. In ogni bilancio previsionale è allegato il verbale del collegio sindacale che dà una valutazione su quanto è stato fatto e su quello che la cassa previdenziale intende fare per il futuro. Il monitoraggio dei bilanci previsionali rientra nell’iniziativa di Plus24 sulla trasparenza di casse e fondi pensione.

 

fonte:Il Sole 24 Ore

Apprendistato revisori contabili 2012

07/05/2012 09:38 a cura di Armellino Ermanno

Nell’ambito dell’inchiesta sui contratti di apprendistato, Il Sole 24 Ore ha dedicato un articolo al Protocollo d’intesa per l’apprendistato professionalizzante relativo ai revisori contabili, in vigore dallo scorso 26 aprile su tutto il territorio nazionale. Con il nuovo quadro di riferimento per l’apprendistato (dl 167/2011), Assirevi, con l’assistenza di Confcommercio, ha raggiunto un accordo con i sindacati volto a definire i percorsi formativi dei giovani che si avvicinano alla professione e che prevede l’obbligo di stabilizzazione per almeno il 90% degli apprendisti. Nell’articolo, in cui si spiega in dettaglio il processo formativo per accedere alla professione, si sottolinea che il settore della revisione è particolarmente interessante dal punto di vista dell’impiego, poiché nel 2012 è prevista a livello nazionale l’assunzione di circa 1700 giovani. L’articolo contiene una dichiarazione di Marco Sala, Presidente della Commissione formazione aggiornamento e risorse di Assirevi: “il settore della revisione legale rappresenta per i giovani laureati uno sbocco professionale di crescente interesse negli ultimi anni, confermando un orientamento verso una professione dinamica finalizzata alla conoscenza dell’economia d’azienda e dei principi di redazione e controllo dei bilanci. L’accordo ha recepito tutti i recenti riferimenti normativi, mantenendo la centralità sui giovani, sulla formazione e sul capitale umano”. Il giorno precedente Il Sole 24 Ore aveva dedicato un articolo all’apprendistato, quale strada maestra per l’occupazione dei giovani. L’articolo si concentrava in particolare sull’innalzamento dei contributi per questa forma contrattuale previsto con la riforma del lavoro attualmente all’esame del Senato. Secondo l’articolo, tale riforma porterebbe a un considerevole aumento dei costi indiretti del lavoro.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore 

 

Registro dei revisori 2012

02/05/2012 11:05 a cura di Armellino Ermanno

 

I principali quotidiani economici si sono occupati nel corso della settimana della gestione del registro dei revisori, che non sarà più affidato alla società unipersonale controllata dal Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti. Secondo quanto comunicato dall’ Istituto Nazionale dei revisori Contabili, la Corte dei Conti avrebbe registrato il decreto che affida la gestione del registro alla Consip (mentre la tenuta e la vigilanza spettano al Ministero dell’Economia). Virgilio Baresi, dell’Istituto Nazionale dei Revisori Contabili ha dichiarato che “la pronuncia  è un pieno accoglimento delle istanze dell’Istituto, che per la gestione del Registro ha sempre richiesto un organismo super partes, diretta espressione del Ministero dell’Economia.” Di contro, Claudio Siciliotti, Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, ha affermato che “lasciano di stucco le modalità. Nel merito ci opporremo in ogni modo. La ricchezza del registro è un database creato da noi.” Al momento comunque non ci sono comunicazioni ufficiali in materia, se non la lettera del Ragioniere Generale dello Stato, Mario Canzio, che chiede un incontro con i professionisti per gestire la “presa in carico” del registro dei revisori.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Italia Oggi

Il nuovo assetto dei controlli nelle spa e nelle srl alla luce del decreto semplificazione

02/05/2012 11:03 a cura di Armellino Ermanno

I principali quotidiani economici hanno dedicato mercoledì 25 aprile alcuni articoli alla nota interpretativa emanata il giorno precedente dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti “Il nuovo assetto dei controlli nelle spa e nelle srl alla luce del decreto semplificazione”. Secondo la nota, la società di revisione non potrà mai esercitare il controllo di legittimità e gestionale proprio dei sindaci, anche se nelle srl sarà possibile prevedere nell’atto costitutivo la sola revisione legale dei conti. In ogni caso, se l’atto costitutivo prevede la nomina del collegio pluripersonale, non è possibile in nessun caso nominare un sindaco unico od un revisore, pena l’invalidità degli atti societari. Accanto all’articolo Italia Oggi pubblica uno schema che ricapitola le varie opzioni previste per il controllo nelle srl.

 Fonte:Italia Oggi, , Il Sole 24 Ore

Modifiche del contratto di apprendistato 2012

02/05/2012 11:01 a cura di Armellino Ermanno

Il Sole 24 Ore dedica alcuni articoli alle modifiche del contratto di apprendistato dei vari settori, a seguito dell’entrata in vigore del Testo Unico varato l’anno scorso (D.Lgs 167/2011). Dal 26 aprile sono gli accordi collettivi per ciascun settore a disciplinare la formazione degli apprendisti assunti con il contratto professionalizzante (il 75% in totale secondo Isfol). In particolare, si riporta che, quasi in extremis rispetto alla scadenza del periodo transitorio, Confindustria ha sottoscritto con i sindacati l’accordo interconfederale che regola il nuovo apprendistato. L’industria quindi si aggiunge ad altri settori che avevano già sottoscritto l’intesa: commercio, turismo, cooperative, studi professionali e somministrazione. Per quanto riguarda l’artigianato si attende un accordo entro il 3 maggio prossimo.  Nell'intesa, firmata il 18 aprile, vengono delineati i principi che, in via sussidiaria rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi di ciascun settore, regolamenteranno in particolare l'apprendistato professionalizzante destinato a fare la parte del leone tra le tre tipologie previste dal Testo unico (le altre due sono quello per la qualifica e il diploma professionale e quello di alta formazione e ricerca). Rispetto alla durata, in relazione alla quale si demanda alla contrattazione collettiva di settore, viene affermato che l'apprendistato professionalizzante non potrà in genere superare i tre anni, ma è demandata ai contratti collettivi la possibilità di individuare i profili professionali che necessitano di una particolare professionalità ed esperienza per i quali, come già avviene nell'artigianato, il rapporto di apprendistato potrà articolarsi in cinque anni. La formazione professionalizzante non potrà essere inferiore a 80 ore medie annue e potrà svolgersi anche on the job e in affiancamento. È stata inoltre prevista la presenza di un tutor aziendale, da inserire all’interno dell’organizzazione dell'impresa. Per il settore terziario, distribuzione e servizi, nell’accordo di recepimento del nuovo apprendistato, è stato stabilito che il profilo di formazione deve terminare di norma 30 giorni prima della scadenza del contratto, così da lasciare tempo per il preavviso. Nell’accordo, le parti individuano una percentuale di conferma pari all’80%, il cui mancato rispetto preclude la possibilità di assumere nuovi apprendisti. 

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

relazione remunerazione del management quotate 2012

10/04/2012 10:59 a cura di Armellino Ermanno

Milano Finanza ospita la rubrica “Rosso & Nero” a cura di Giovanni di Barbara, partner KStudio associato (Kpmg), dedicata al tema della remunerazione del management. Nella rubrica l’autore analizza le ultime normative emanate in materia e i chiarimenti forniti da Assonime.

L’assemblea delle società quotate è ufficialmente coinvolta in prima linea nell’elaborazione delle linee guida, relative alla remunerazione del management di vertice, di cui la società deve dotarsi per garantire trasparenza.

Le società quotate devono mettere a disposizione 21 giorni prima dell’assemblea annuale una relazione sulla remunerazione nella quale sia illustrata la politica adottata e i compensi  corrisposti ad organi di amministrazione e controllo. 

Tale relazione deve essere approvata dal Cda e sottoposta al voto consultivo dell’organo assembleare. Nella scelta delle policy le Società devono sottostare alla regola del comply or expalin, devono cioè adeguarsi al Codice di Autodisciplina, o spiegare l’adesione a una diversa practice.

 Fonte: Milano Finanza

 

Bilanci bancari 2012

10/04/2012 10:58 a cura di Armellino Ermanno

Il Sole 24 Ore dedica un articolo alle svalutazioni degli avviamenti, pari a 28,3 miliardi, effettuate nei bilanci delle prime cinque banche italiane (Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi, Banca Popolare di Milano e Ubi banca). Le rettifiche di bilancio derivano dalle acquisizioni compiute dalle banche nel periodo antecedente alla crisi, come le campagne di espansione condotte da Unicredit nell’est europeo.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Controlli societari Fondiaria Sai 2012

10/04/2012 10:56 a cura di Armellino Ermanno


Giovedì 5 aprile 2012, Il Corriere della Sera dedica un articolo all’istruttoria aperta a fine marzo dall’Isvap, presieduta da Giancarlo Giannini, in merito all’operato del Collegio Sindacale di Fondiaria Sai. Il Collegio - composto da Benito Marino, Marco Spadacini e Antonio D’Ambrosio- non avrebbe comunicato all’authority la denuncia ex articolo 2408 presentata a ottobre 2011 dal fondo Amber, all’interno della quale il fondo sollevava dubbi circa la regolarità delle operazioni realizzate da Fonsai con società della famiglia Ligresti e chiedeva informazioni relativamente ai compensi della famiglia Ligresti e degli amministratori. Il Sole 24 Ore di mercoledì 4 aprile 2012 prende in analisi i compensi dei revisori contabili di Fondiaria Sai e delle sue controllate, riportando che Ernst&Young ha incassato 4,6 milioni di euro per l’operato svolto nel 2010. Nelle loro relazioni i revisori avrebbero sottolineato soltanto la necessità di ricapitalizzare, una scoperta che il giornalista definisce “banale”. Anche Deloitte&Touche non avrebbe segnalato anomalie tra il 2007 e il 2010, percependo un compenso di 19 milioni di euro. Il Sole 24 Ore Plus, nella giornata di sabato 31 Marzo 2012, dedica un fondo, a firma di Riccardo Sabbatini, alla perizie di Fondiaria Sai, denunciando la “scarsa capacità dei cda e degli organismi di controllo di assumersi responsabilità”. Il giornalista sottolinea come le procedure potrebbero essere rese più efficienti per valutare le performance degli esperti, chiarendo però che chi controlla non può sottrarsi ai propri compiti.  

 

Fonte: Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera

Esempio Imposte anticipate su perdite fiscali 2011-2012

29/03/2012 14:25 a cura di Armellino Ermanno

Nuova disciplina delle perdite fiscali - Un elemento di notevole semplificazione per la redazione dei bilanci, quest’anno viene dato dalla disciplina delle perdite fiscali introdotta dalla manovra estiva. In particolare, il D.L. 98 del 6 luglio 2011 ha modificato l’articolo 84 del TUIR in riferimento alla soppressione del limite dei 5 anni previsto ai fini della riportabilità delle perdite fiscali pregresse, in riferimento al riporto delle perdite non limitato nel tempo, all’utilizzo della perdita a copertura dell’80% dei redditi prodotti negli esercizi successivi e all’esclusione dalla predetta limitazione, delle perdite derivanti dai primi tre esercizi dalla costituzione della società nell’ambito di una nuova iniziativa.

Nessun limite temporale - Le società possono riportare in avanti le perdite senza più limiti temporali anche se entro l’80% del reddito di ciascun anno. Questa nuova disposizione è applicabile già dall’esercizio 2011 (circolare 53/E 2011) con riferimento ai risultati ancora utilizzabili in tale periodo d’imposta (perdite formate dal 2006 in avanti).

Fonte:fiscal-focus.info

I principi contabili - I principi contabili (OIC 25 par. H.II.) consentono l’iscrizione di attività sulle perdite fiscali (pari al 27% del loro ammontare) quando esiste una ragionevole certezza di ottenere in futuro imponibili capienti per il loro utilizzo e a condizione che le stesse perdite derivino da circostanze che non si ripeteranno negli esercizi seguenti. In particolare, con il vecchio regime il recupero delle perdite richiedeva la dimostrazione che si sarebbero realizzati redditi capienti nei cinque esercizi successivi, adesso con le modifiche apportate dal D.L. 98/2011, è possibile ampliare il periodo temporale su cui ipotizzare il conseguimento di risultati positivi. Ciò rende più semplice realizzare i requisiti richiesti per l’iscrizione degli attivi fiscali. Un analogo impatto sui conti viene prodotto dalla manovra “salva Italia” (decreto 201/2011), in quanto la stessa estende la possibilità (articolo 9) di convertire a certe condizioni le imposte anticipate in crediti d’imposta.

Altre criticità in bilancio - In riferimento alle altre criticità relative ai bilanci in rosso, vi è sicuramente la verifica della continuità aziendale e la corretta valutazione delle attività immateriali e finanziarie. Per la valutazione civilistica dei titoli iscritti nel circolante da parte di società che non adottano i principi Ias/Ifrs, si può applicare, nel bilancio al 31 dicembre 2011, la deroga prevista per 2008, 2009 e 2010 dall'articolo 15 del Dl 185/2008. Il Dm 27 luglio 2011 ha, infatti, esteso ai rendiconti del 2011 la possibilità di non adeguare il valore di iscrizione dei titoli non immobilizzati a quello di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato, se le perdite non hanno carattere durevole. Un altro aspetto dei rendiconti in fase di chiusura riguarda l'adeguamento delle poste in valuta ai cambi di fine esercizio. Per la conversione, che, come ogni anno, non produce effetti fiscali, si utilizzano i tassi di cambio di venerdì 30 dicembre, pubblicati, per le valute principali, nella Gazzetta ufficiale del 7 gennaio.

PER ESEMPI 2011/2012

L’articolo 9, del Decreto Legge c.d. “Salva Italia” approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 dicembre 2011, ha previsto l’estensione del disposto dell’articolo 2, comma56, del D.L. del 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla Legge del 6 febbraio 2011, n. 10.

Le attività per imposte anticipate attive iscritte in bilancio relative:

i) a svalutazioni di crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile ai sensi dell’articolo 106, comma 3, del TUIR; nonché

ii) al valore dell’avviamento e delle attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi d’imposta ai fini delle imposte sui redditi, sono trasformate in crediti d’imposta qualora nel bilancio individuale della società sia rilevata una perdita d’esercizio.

La trasformazione in credito d’imposta “decorre dalla data di approvazione di bilancio”, la disposizione contenuta nel milleproroghe 2010 è applicabile con riferimento a tutti i bilanci la cui approvazione sia avvenuta successivamente alla data di entrata in vigore del decreto stesso.
Tale disciplina è applicabile da tutti i soggetti Ires la cui forma giuridica preveda, per legge, l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea dei soci o altro organo competente. Inoltre, la trasformazione delle imposte anticipate in credito d’imposta comporta che, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui la stessa ha efficacia (ovvero quello in corso alla data di approvazione del bilancio), non siano più ammesse le variazioni in diminuzione corrispondenti all’ammontare di imposte anticipate trasformate.
A titolo di esempio:

  • Alfa Spa ha acquistato un’azienda nell’anno 2006 pagando un avviamento di 1.800.000 euro;
    - ammortamento civilistico contabilizzato per il 2011 pari a zero, perché è stato già tutto ammortizzato nel quinquennio 2006-2010;
  • ammortamento fiscale dedotto fino al 31 dicembre 2010: 500.000 ossia 1.800.000: 18 x 5 esercizi;
  • in bilancio al 31 dicembre 2010 sono dunque iscritte imposte anticipate per 357.500, ossia (1.800.000-500.000) x 27.5%;
  • ammortamento fiscale deducibile per il 2011 (variazione in diminuzione): 1.800.000 : 18 = 100.000;
  •  perdita da UNICO anno 2011: 170.000.

 

Posto che la dichiarazione relativa al 2011 chiude in perdita, occorre comprendere quale parte delle imposte anticipate, già iscritte in bilancio per complessivi 357.500 e riferibili al periodo d’imposta corrente, possa essere trasformata in credito d’imposta. Ebbene, dal momento che l’ammontare della variazione dell’anno in diminuzione, pari a 100.000, è inferiore all’ammontare della perdita fiscale dichiarata, pari a 170.000, tutte le imposte anticipate di 27.500 (100.000 x 27,5%) possono essere trasformate in credito d’imposta spendibile a decorrere dalla data di presentazione del modello UNICO per l’anno 2011.

Anche in questo caso, la norma prevede coerentemente che la parte di perdita riferita alla variazione in diminuzione che ha generato l’imposta anticipata convertita in credito d’imposta non possa essere riportata.

Dunque, nel nostro primo esempio, a fronte di una perdita dichiarata di 170.000, può essere riportata solo una perdita di 70.000. Nell’ipotesi in cui la perdita fiscale fosse, invece, di 80.000, nonostante vi sia una variazione in diminuzione di 100.000, l’importo trasformabile in credito d’imposta non può comunque essere superiore a 22.000 (pari al 27.5% di 80.000) e non residuano perdite fiscali riportabili negli esercizi futuri. 

È bene segnalare che le imposte anticipate possono dar luogo alla conversione in credito d’imposta solo nell’ipotesi in cui le stesse siano state effettivamente iscritte in bilancio.

Dunque, nell’ipotesi in cui la società, pur in presenza di differenze temporanee deducibili in futuro relative alle componenti previste (avviamento, attività immateriali e svalutazione crediti), non abbia iscritto in bilancio le imposte anticipate, posto che in un orizzonte temporale ragionevole non vi erano prospettive di redditività, non vi è alcun credito convertibile.

Per quanto riguarda l’utilizzo del credito in compensazione, l’Agenzia chiarisce che, sulla base delle disposizioni contenute nel milleproroghe, il credito d’imposta in esame, a differenza di crediti di altra natura, non soggiace ad alcun limite d’importo e che per la compensazione tramite F24 deve essere utilizzato il codice tributo 6834.

Doppi incarichi 2012

26/03/2012 10:28 a cura di Armellino Ermanno

 Milano Finanza ospita la rubrica “Rosso & Nero” a cura di Giovanni di Barbara, partner KStudio associato (kpmg), sui doppi incarichi all’interno degli organi di governance di imprese bancarie, assicurative o finanziarie concorrenti. Entro il 26 di aprile i titolari di cariche in organi di controllo, qualora vi siano casi di incompatibilità previsti nel decreto salva Italia, dovranno scegliere quali cariche mantenere. La norma è volta ad evitare comportamenti distorsivi della concorrenza in ambito di imprese bancarie, assicurative o finanziarie concorrenti. Secondo quanto afferma Giovani Barbara, l’estensione del divieto previsto dalla norma al collegio sindacale appare “difficilmente condivisibile”, poiché quest’organo, indipendente per definizione e atto a svolgere attività di controllo, “non sembra in grado di compromettere le dinamiche competitive.”

Fonte: Milano Finanza, Giovanni Barbara