Le Disponibilità Liquide

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Le disponibilità liquide sono rappresentate dai depositi bancari e postali attivi, dagli assegni esigibili a vista di cui l’impresa è in possesso, dal denaro e dai valori (marche da bollo, francobolli..) esistenti in cassa alla fine dell’esercizio:

in tale voce rientrano quindi, quegli elementi patrimoniali che sono immediatamente dispobili ed utilizzabili.

Trattamento contabile

Le disponibilità liquide devono essere iscritte nella voce C.IV dell’attivo dello stato patrimoniale  in base alla suddivisione.

La caratteristica delle disponibilità liquide è quella dell’immediata utilizzabilità, pertanto in presenza di vincoli per l’utilizzo ne dovrà essere fatta menzione nella nota integrativa.

Nel rispetto del principio 14 vieta la compensazione fra conti bancari attivi e passivi, anche se tenuti dalla stessa banca.

Iscritte la valore Nominale e valutati al presumibile valore di realizzo, quindi, nel caso in cui vi fosse il rischio che la banca  o la posta  possono essere insolventi, si deve indicare il valore di realizzo stimato.

Il denaro in valuta deve essere convertito in euro in base al cambio relativo al giorno in cui si è ricevuto.

In contabilità la rilevazione contabile è:

CassaaCrediti (o ricavo)100

In caso di pagamenti

 

Debitiacassa (o banca)100

 

Problematiche Fiscale 

Nessuna

La Rappresentazione in bilancio delle anticipazioni “SBF”

E’ assai frequente il caso della presentazione alle banche di effetti attivi all’incasso (ricevute bancarie in particolare) e della anticipazione dei relativi importi con clausola “salvo buon fine”.

Le banche interessate hanno metodi diversi di contabilizzazione di queste operazioni, che possono ingenerare confusione e, in alcuni casi invero più frequenti di quanto si pensi, anche una erratarappresentazione bilancistica.

Essendo tempo di bilanci vediamo le varie casistiche invitando i gentili lettori a verificare la propria situazione.

Dopo la redazione delle fatture si procede ad emettere le relative ricevute bancarie (ora mai tutte RIBA elettroniche) ed a presentarle alla banca per l’incasso e, di norma, anche per l’anticipazione.

Fino a questo punto le scritture contabili saranno quelle solite:

per emissione di RIBA:

Effetti attivi all’incassoaClienti100

 

Tuttavia, nel momento in cui interviene l’anticipazione (sbf) ci si può trovare in 3 differenti situazioni.

ACCREDITO SUL CONTO CORRENTE DI TRANSITO

La banca anticipa l’importo della presentazione su un conto corrente di transito visibile (naturalmente affidato) e quindi “gira” tale importo al conto corrente ordinario. Le scritture contabili saranno quelle di seguito esposte (ignoriamo volutamente le spese ed i giorni di valuta):

all’emissione di RIBA:

 

Effetti attivi all’incassoaClienti100

alla presentazione ed anticipo:

 

 

Conto corrente ordinarioaConto corrente di transito sbf100

 

 

al pagamento del cliente:

 

Conto corrente di transito sbfaEffetti attivi all’incasso100

 

 

Questa situazione non presenta problemi bilancistici in quanto i crediti (Effetti attivi all’incasso), i debiti (Conto corrente di transito sbf) e le liquidità (Conto corrente ordinario) sono correttamente rappresentati.

UTILIZZO IN CONTO CORRENTE ORDINARIO

Altri istituti di credito, al momento della presentazione delle RIBA, consentono l’utilizzo in conto corrente ordinario degli importi presentati sbf.

Se l’azienda ne ha necessità li utilizza e, nel caso il saldo del conto scenda “sottozero”, paga interessi passivi secondo il tasso sbf (normalmente assaimigliorativo rispetto a quello ordinario).

Anche questa procedura non crea problemi. In caso di utilizzo, il debito verso banche è subito evidente a motivo del saldo negativo del conto corrente.

ACCREDITO DIRETTO IN CONTO CORRENTE ORDINARIO

In altri casi, infine, gli istituti bancari, all’anticipazione degli effetti, procedono ad accreditare il contocorrente ordinario del proprio cliente dell’importo dell’anticipazione (sbf) senza però che risulti visibile il conto di transito. In pratica l’azienda si trova accreditato un importo sul conto bancario alquale però corrisponde comunque un debito verso banche.

Questa è la situazione che può creare i problemi bilancistici poiché alcune aziende contabilizzanoquesti fatti nel seguente modo:

all’emissione di RIBA:

Effetti attivi all’incassoaCliente100

 

alla presentazione ed anticipo:

Conto corrente ordinarioaEffetti attivi all’incasso100

 

Se i pagamenti dei clienti, in seguito, sono regolari sembrano non porsi problemi ma, in realtà, queste scritture offrono una rappresentazione patrimoniale “distorta” in quanto:

  • si “chiudono” dei crediti verso clienti che in realtà sono ancora in essere (ben sappiamo che può succedere che il cliente non paghi la RIBA);
  • al posto dei crediti commerciali si rileva una liquidità immediata bancaria che appare in condizionata (mentre invece è sottoposta al vincolo del pagamento delle RIBA pena il riaddebito da parte della banca);
  • non si rileva un debito verso banche che invece esiste ed è la vera contropartita della liquidità.

L’osservatore esterno che valuta il bilancio, in questo caso, è tratto in inganno:

  • rileva una liquidità immediata e non un credito commerciale ed un debito verso banche.

Per questo la rappresentazione risulta distorta.

Meglio sarebbe eseguire le seguenti scritture:

all’emissione di RIBA:

Effetti attivi all’incassoaCliente100

alla presentazione ed anticipo:

Conto corrente ordinarioaAnticipazioni bancarie su sbf100

 

al pagamento del cliente:

Anticipazioni bancarie su sbfaEffetti attivi all’incasso100

Questo problema può essere particolarmente significativo in sede di chiusura del bilancio di esercizio poiché, specie a fronte di consistenti presentazioni sbf, si potrebbe fornire ai terzi una rappresentazione del patrimonio aziendale diversa da quella effettiva.

CASSA

Controllare la rispondenza del saldo contabile con la giacenza effettiva considerando eventuali sospesi.

È stata verificata la consistenza di cassa? La cassa non può mai essere negativa.

Ricordare che:

• l’importo della cassa non deve MAI essere elevato, tenuto conto della natura dell’attività svolta; se si ricevono assegni è buona norma farlo risultare nelle scritture contabili;

• pagamenti di fatture di importi elevati non devono mai essere passati per cassa; se vengono girati assegni esistenti in cassa indicarlo (tenere presente il limite di trasferibilità degli assegni);

• consistenti movimenti di cassa possono dare la possibilità al fisco di presumere inattendibili le scritture contabili e/o presumere che versamenti e prelievi nascondono «operazioni in nero»;

• quando la cassa è elevata gli uffici fiscali possono non riconoscere la deducibilità degli interessi passivi bancari o peggio considerare il denaroripartito tra i soci, assegnato o utilizzato dall’amministratore (con conseguenze penaliper lo stesso, ex art. 2624 c.c.).

Le valute estere esistenti in cassa si valutano al cambio fisso se sono di paesi appartenenti all’Ue, al costo di acquisto o, se inferiore, a quello di mercato alla data di chiusura dell’esercizio se sono di paesi non aderenti all’Unione.

Per gli arrotondamenti

 

Sopravvenienze passiveaCassa100

 

CassaaSopravvenienze attive100

 

Ci sono sospesi di cassa (cioè movimenti di denaro già avvenuti ma non ancora rilevati contabilmente)?

Esborsi di denaro in c/future spese (dati ad amministratori o dipendenti)? All’erogazione delle somme si deve effettuare la registrazione (se ci sono sospesi in corso non registrati, fare ora l’articolo in P.d.).

 

Anticipi in c/ spese S.P.: C II 5aCassa100

 

Quando pervengono le note spese si registrano i costi.

 

Rimborso spese documentate (o altro)

Cassa (se c’è restituzione della differenza)

aAnticipi in c/ spese

 

Si sono effettuati e correttamente contabilizzati pagamenti di acquisti di beni/servizi, per i quali non c’è ancora fattura? All’erogazione della somma:

 

Pagamento in attesa di fattura SP C II 5aCassa100

Al ricevimento della fattura

Acquisti

Erario c/ Iva

aFornitori
Fornitoriapagamento in attesa di fattura100

 

Il conto Cassa va sdoppiato, quanto meno in sede di chiusura, nei sottoconti:

  • Cassa contanti e valori, per il liquido,
  • le valute estere,
  • le carte ed i valori bollati,
  • gettoni e francobolli;
  • Cassa assegni, per assegni bancari e circolari

 

La cassa non deve comprendere i sospesi di cassa; occorre quindi regolarizzare prima della chiusura dell’esercizio.

Non vanno ricomprese le cambiali attive in portafoglio compilate (vanno se non compilate).

Revisione legale dei conti

Per ogni banca, alla chiusura dell’esercizio, è necessario controllare la corrispondenza tra il saldo contabile e quello risultantedall’estratto conto inviato dalla banca. Le eventuali differenze per operazioni effettuate ma non contabilizzate, dallabanca o dall’azienda, devono risultare da un prospetto.