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730 precompilato, come funziona?

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Come ormai tutti sanno, a partire dal 16 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile per i contribuenti il 730 precompilato, che tuttavia è suscettibile di modifiche da parte dello stesso contribuente qualora trovasse degli errori, qualcosa di inesatto o ancora se avesse necessità di aggiungere dati mancanti. Quindi, dopo essersi collegati sul portale web dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps o su Noipa, nel caso di dipendenti pubblici, è possibile visionare il documento ed eventualmente modificarlo, integrarlo o accettarlo così com’è. Vediamo insieme più da vicino come funziona.

Le novità del 730 2018

Quest’anno, assieme alla dichiarazione precompilata sono arrivate anche delle novità. La prima riguarda le spese inserite e i nuovi oneri. Questo significa che a partire da quest’anno è possibile detrarre delle spese in più, come il contributo di frequenza per gli asili nido, le libere erogazioni versate a favore delle ONLUS, delle società di mutuo soccorso o di associazioni che si occupano di promuovere e valorizzare i beni artistici e paesaggistici.

La seconda novità riguarda la scadenza di presentazione del 730 precompilato. Quest’anno, i contribuenti che utilizzano il modello 730 precompilato avranno tempo fino al 23 di luglio, sia che il modello venga presentato da “privato” sia che ci si affidi ad un Caf o ad un commercialista. Terza importantissima novità riguarda invece la possibilità per ciascun contribuente di usufruire dell’assistenza durante la compilazione o la modifica online.

Spese, dati e oneri del modello 730 precompilato

All’interno del modello 730 precompilato saranno presenti innanzitutto i dati relativi all’anagrafica dell’individuo. Se presenti, ci saranno anche i dati immobili, quelli relativi all’F24, contribuiti per eventuali colf/badanti e ovviamente quelli presenti nella dichiarazione dell’anno precedente, quindi i dati relativi ai fabbricati e ai terreni, eccedenze e crediti d’imposta.

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Si potranno inoltre visionare le spese effettuate con i vari bonus (mobili, elettrodomestici, ristrutturazione ed Eco-bonus), quelle universitarie, eventuali oneri funebri e i contributi che sono stati versati alla previdenza complementare. Chiaramente ci sono tutte le spese sanitarie, premi assicurativi, interessi sui mutui, le spese dell’affitto e i compensi per lavoro autonomo o prestazione occasionale, oltre alle ritenute IRPEF e i dati di eventuali familiari a carico.

Verificare i dati e scegliere il modello

Alla luce di quanto detto sopra, sappiamo adesso cosa troveremo sul 730 precompilato e anche che è possibile visionarlo ed eventualmente modificarlo. Dopo essersi collegati al portale (Agenzia delle Entrate, INPS, Noipa) e aver inserito le credenziali, non ci resta che iniziare a verificare i primi dati che sono stati pre-caricati. Se dalla verifica risulta tutto corretto, si può passare alla fase successiva, cioè quella della scelta del modello.

Se si è in dubbio sul modello da scegliere, basta seguire l’assistenza online che vi guiderà alla giusta soluzione. Scelto il modello, si passa poi alla vera e propria visualizzazione della dichiarazione dei redditi. Se la si accetta così com’è, cioè senza apportare modifiche, il contribuente non sarà soggetto ad eventuali controlli del fisco. A questo punto la si può successivamente scaricare in formato pdf oppure in versione testo e sarà automaticamente trasmessa all’Agenzia delle Entrate.

Modifiche al 730 precompilato

Qualora il contribuente avesse la necessità di apportare delle modifiche al 730 precompilato, magari inserendo alcune spese che non risultano e che invece sono detraibili, può tranquillamente farlo online servendosi di una guida accurata che è stata pensata e scritta proprio per questi casi specifici. La guida è visionabile collegandosi sempre al sito dell’Agenzia delle Entrate e cliccando sulla relativa sezione.

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Chi decide di modificare o integrare il 730, da solo, senza la consulenza di un commercialista, si prende tutta le responsabilità del caso poiché scatteranno di certo i controlli ed un eventuale rimborso, laddove fosse previsto, potrebbe slittare da luglio al mese di agosto. Se invece il cittadino si affida ad un Caf, o a dei professionisti del settore, verrà predisposta una delega nella quale si attesta che tali soggetti sono autorizzati ad eventuali modifiche, ed eventualmente ricadrà su di loro ogni responsabilità. Si ricorda che in caso di integrazione o modifica, il contribuente ha l’obbligo di presentare e conservare tutti i documenti che ne provino la spettanza.